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Incontro con la legalità

La scuola secondaria di I grado incontra il magistrato Antonio Laronga.

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da Fgic88100r-aut

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Sabato 5 aprile 2025 le classi seconde e terze della scuola secondaria I grado “F. Celozzi” hanno incontrato il magistrato Antonio Laronga, con cui hanno parlato del cambiamento della mafia foggiana. Infatti questa mafia ormai è diventata un problema nazionale e internazionale.
Ma lasciamo la parola ai diretti interessati.

Dopo una prima presentazione del problema, in cui ha spiegato cos’è la mafia in generale, il dott. Laronga ci ha fatto capire come si manifesta la mafia nel nostro territorio attraverso alcuni esempi molto eloquenti: l’olio EVO contraffatto, il riciclaggio di denaro sporco, lo smaltimento di rifiuti illegali che vengono occultati nelle campagne o venduti illegalmente per essere riciclati presso fabbriche di mattoni, il contrabbando di alcool etilico spacciato falsamente per finalità alimentari.
Ci ha particolarmente colpito l’esempio dei rifiuti illegali riciclati nella produzione di mattoni: all’ignaro imprenditore viene offerto di produrre mattoni riciclando rifiuti, con un risparmio sull’argilla di circa il 50%. Il dott. Laronga ci ha raccontato che una fabbrica pugliese aveva accettato subito l’offerta, mentre una fabbrica di Pesaro aveva fatto arrivare i rifiuti e poi li aveva fatti analizzare da un team di chimici, scoprendo la truffa, dato che la loro composizione chimica era completamente diversa da quella promessa e tale da non permettere la produzione di mattoni buoni per costruire, ma solo di mattoni buoni a sbriciolarsi. Così l’imprenditore marchigiano aveva rimandato al mittente l’offerta.
Il giudice ci ha spiegato anche i “trucchetti” usati dalla mafia per ripulire il denaro sporco e conseguentemente depositarlo legalmente nelle banche.
Abbiamo capito che persino i social hanno un ruolo notevole nell’affiliazione alle nuove mafie, perché forniscono un’immagine positiva e un’idea di impunità, insieme alla falsa convinzione che sia possibile fare tanti soldi facilmente. E tutto ciò spesso risulta attraente per i giovani più ingenui che hanno voglia di fare nuove esperienze. Ma occorre tenere gli occhi bene aperti e non essere troppo ingenui: ci ha impressionato molto quando Laronga ci ha raccontato di un giovane che, fidandosi ciecamente delle parole del proprio mandante, aveva piazzato e fatto esplodere una bomba sotto la saracinesca di un negozio, nella convinzione che l’ordigno non sarebbe mai esploso e che sarebbe stato solamente uno scherzo.
Il dott. Laronga è stato molto disponibile con noi e ha risposto a tutte le nostre curiosità e domande, salutandoci infine con una battuta: “I miei interrogatori sono molto più leggeri”.
Questo incontro è stato molto prezioso per noi perché abbiamo imparato e riflettuto su cosa è giusto e cosa non lo è nella società in cui viviamo. E soprattutto abbiamo capito che dobbiamo imparare a denunciare le illegalità.